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Normativa e legislazione
Forme di matrimonio: La poligamia

Accanto al matrimonio tra un solo uomo e una sola donna viene praticato ancora in diversi continenti la poligamia

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    Anche se presso la maggior parte delle società la maggioranza degli uomini ha una sola moglie (sia perché le società che adottano la monogamia comprendono la massa della popolazione mondiale, sia perché il numero delle donne non è sufficiente per permettere la pratica della poligamia su larga scala neppure nelle società che adottano questa forma di matrimonio) esistono però altre forme di matrimonio.

    Accanto alla monogamia, che è il rapporto matrimoniale fra due persone di sesso opposto e che è la forma di unione matrimoniale più diffusa nelle culture attuali, specialmente in quelle che si fondano sulla tradizione greco-romana e sulla religione cristiana, vi è il matrimonio poligamico quando una persona si sposa simultaneamente con due o più persone dell'altro sesso.

    Il matrimonio poligamico è detto poliginia se è l'uomo ad avere più di una moglie; se invece è la moglie ad avere più di un marito, si chiama poliandria. La poliginia è sempre meno diffusa nei paesi musulmani (nei quali è pure espressamente consentita dal Corano, che recita testualmente: "Sposa delle donne a tua scelta, due o tre o quattro"), dove attualmente è praticata per lo più da coloro che occupano le posizioni sociali più elevate.

    È invece ampiamente diffusa nell'Africa subsahariana, dove la quota degli uomini sposati che ha più di una moglie va dal 12 al 40% del totale, a seconda dei paesi. Ciò che rende possibile la poliginia in quest'area è la forte differenza (circa 10 anni) che intercorre fra l'età al matrimonio degli uomini e quella delle donne. Nell'Africa subsahariana, infatti, le donne si sposano intorno ai quindici anni, mentre gli uomini intorno ai venticinque. Inoltre, a causa della forte differenza di età e dell'alto tasso di mortalità presente in queste società, le mogli restano vedove molto presto. A parte i vantaggi sessuali della poliginia, le prospettive di aver un maggior numero di figli e discendenti, e di potenziare in questo modo la propria famiglia come gruppo lavorativo, rappresentano certamente un incentivo. A questi si aggiungono motivi di prestigio; avere più mogli è il modo palese di ostentare la propria ricchezza e preminenza sociale. In situazioni economiche difficili qualche volta sono le donne a incoraggiare i mariti a prendere una seconda e una terza moglie onde poter dividere con esse le fatiche delle incombenze domestiche, il peso delle gravidanze, l’allevamento dei figli, la raccolta del cibo. Se la poliginia è ammessa presso molti popoli, anche se nella maggior parte dei casi poi viene praticata solo la monogamia, la poliandria rappresenta una forma eccezionale di matrimonio. Il fatto che una donna possa avere più mariti legittimi è in contrasto con l’idea che noi abbiamo di famiglia. Questo sistema funziona in modo egregio presso le popolazioni che lo hanno in uso ed è uno dei più convincenti esempi di relativismo culturale.

    La poliandria è tuttora in uso nella regione himalayana, nell’India meridionale, fra alcuni Esquimesi e presso alcune tribù del Venezuela (Yaruru), ma occasionalmente è riscontrata presso popolazioni di tutti i continenti. Presso tali società è diffusa la famiglia poliandrica fraterna, che si forma quando una donna sposa contemporaneamente due o più fratelli e va a vivere con loro; una volta sposati, i fratelli hanno gli stessi diritti e gli stessi obblighi verso la prole e la moglie comune: i fratelli devono tutti lavorare per sostenere la famiglia, mentre la moglie deve svolgere i compiti domestici per tutti e, per quanto riguarda i rapporti sessuali, deve trascorrere a turno una notte con uno dei fratelli.

    Autore:Alessandra
  2. Autore: Alessandra Valentino
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