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Messaggio |
samuela
Registrato: 17/10/08 08:05 Messaggi: 1 Residenza: larino |
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quando prima? |
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buongiorno a tutti sono samuela io ho un problema k mi assila chissa se c'è¨ qualcuno k ha esperienza nel campo?sono separata e dovrei avere il divorzio ad aprile una volta che ho il divorzio io e il mio compagno vogliamo sposarci ma nn so come possono andare le cose x poter iniziare i preparativi e se il mio ex marito nn si presenta al divorzio quel giorno io posso avere lo stesso il divorzio?mi sta preoccupando molto sto problema se c'è¨ qualcuno k mi aiuto x favore 
_________________ samuela77 |
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| Ven Ott 17, 2008 8:25 am |
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pippopelojr
Registrato: 19/10/08 18:23 Messaggi: 2
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Quando prima? |
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Ciao Samuela,
una domanda, in che rapporti vi siete separati tu ed il tuo exmarito?
Ciao
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Pippopelo Junior
Uno per tutti e tutti per me |
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| Dom Ott 19, 2008 6:29 pm |
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mario_tomasone

Registrato: 20/10/08 15:37 Messaggi: 7
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Buongiorno a voi.
Mi sembra che sia necessario procedere con ordine.
Immagino che si stia parlando di matrimonio civile e non religioso - o comunque , non cattolico.
La chiesa cattolica non ammette infatti in alcun caso la possibilità di matrimonio tra persone separate e/o divorziate.
Se però stiamo parlando di una coppia sposata civilmente ma non religiosamente, sarà possibile contrarre matrimonio religioso anche nel caso in cui la separazione non si stata ancora completata e il divorzio ottenuto. Tale unione religiosa , però, non sarà valida dal punto di vista civile e potrebbe essere anche considerata una situazione di bigamia/poliandria di fatto - anche se ammetto che si tratta di uno scenario un po' improbabile.
Per quanto riguarda le altre religioni monoteistiche:
l'ebraismo non contempla la poligamia/poliandira
l'islamismo può contemplare la poligamia (dipende dalle professioni)
Per quanto riguarda il divorzio, invece, sia l'ebraismo che l'islamismo consentono al marito di ripudiare la sposa in maniera molto rapida, ma solo in determinate circostanze (ad es: tradimento)
Ma sto divagando.
Veniamo quindi al caso base: coppia separata, divorzio ancora non ottenuto, volontà da parte di uno dei due (sposo - sposa) di contrarre un nuovo matrimonio.
Come già detto, in Italia la poligamia/poliandria non sono consentite, per cui nessuno può contrarre matrimonio se prima non ha riacquisito lo stato libero.
Questo significa che la coppia deve essere non solo separata, ma che il divorzio deve essere stato ottenuto, formalizzato e registrato allo stato civile.
Le procedure per l'ottenimento del divorzio in Italia prevedono un iter che dura vari anni, che si svolge presso la presidenza del tribunale e che , attraverso varie fasi e vari incontri, porta alla formalizzazione del divorzio dopo l'ultimo di una serie di colloqui con il presdiente.
Ritengo che qui si faccia riferimento a questo ultimo colloquio e dò per scontato che i precedenti si siano già tenuti.
In sede di colloquio finale, ben poco si può fare e ben pochi ostacoli si possono frapporre se nei colloqui precdenti i coniugi hanno già espresso la volontà di separarsi e se i tentativi di conciliazione cui il presidente deve per legge dare luogo non sono andati a buon fine.
Pertanto direi che se siamo a questa fase del processo, non c'è molto di cui preoccuparsi circa il comportamento dell' ex marito
Per quanto riguarda i tempi, è difficile fare previsioni. Dal momento dell'udienza finale, ci sono i temoi tecnici di cancelleria e trascrizione, che volendo si possono un po' accorciare se si fa un po' di "pressing" sugli impiegati preposti. Poi i diati devono essere trasmessi allo stato civile e registrati, e anche qui e' difficile fare previsioni. I tempi possono variare enormemente da tribunale a tribunale e da comune a comune, l'unica e' farsi un giro e capire quali sono gli standard del posto in termini di tempi.
Per tranquillizzare l'aspirante sposa , comunque: potrebbe anche essere possibile abbreviare i tempi una volta registrato il divorzio al tribunale si può procedere alle pubblicazioni anche se lo stato civile non ha aggiornato i registri. Fa fede , infatti , la data dell'atto giudiziario presso il tribunale e non di quello amministrativo presso il comune.
Se invece siamo alla prima udienza, quella cioè in cui i coniugi esprimono per la prima volta di fronte al presidente la volontà di separarsi, allora il discorso cambia. Innanzitutto i tempi sono di anni, come dicevo.
Se poi c'è il timore che il coniuge possa frappore ostacoli in questa fase, la cosa migliore da fare per la sposa è farsi coadiuvare da un legale che possa meglio affrontare ogni problema -sia procedurale che sostanziale- che l'altro coniuge potrebbe eventualmente sollevare.
Spero sia stato d'aiuto
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| Lun Ott 20, 2008 3:54 pm |
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